Sanità
20 novembre 2020 - 18:39:00

Parte un nuovo studio per comprendere la relazione tra patologie tumorali

L’analisi, precisano dall’Associazione, permetterà da un lato di valutare l’incidenza delle patologie tumorali meno conosciute a possibile nesso causale con l’amianto (fegato/vie biliari, colon-retto ecc) che solo negli ultimi anni sono state individuate dalla ricerca clinica

Parte un nuovo studio per comprendere la relazione tra patologie tumorali

L’Associazione Famigliari Vittime dell’Amianto di Casale (AFeVA) ha conferito incarico di studio all’epidemiologo ambientale Dr. Christian Salerno per eseguire uno studio descrittivo sulle cause di ricovero per patologie oncologiche che riguarda i 48 comuni del distretto Casalese: la ricerca considererà un periodo di circa dieci anni partendo dal 2005 fino al 2016 e avrà una durata di 6 mesi per la consegna del report finale.

L’analisi, precisano dall’Associazione, permetterà da un lato di valutare l’incidenza delle patologie tumorali meno conosciute a possibile nesso causale con l’amianto (fegato/vie biliari, colon-retto ecc) che solo negli ultimi anni sono state individuate dalla ricerca clinica, e dall’altra di fornire dati aggiornati sull’incidenza di neoplasie come ad esempio le leucemie o quelle a carico del pancreas.

L’uso dei dati di incidenza rispetto a quelli maggiormente diffusi della mortalità permetterà anche di rilevare eventuali criticità per patologie tumorali a bassa letalità, ovvero con tante diagnosi ma pochi decessi, come le affezioni a carico di tiroide, testicolo e melanoma.

Infine oltre le patologie tumorali verranno considerate anche alcune affezioni croniche dell’apparato respiratorio associate all’esposizione ad amianto e silice come le silicosi, asbestosi e broncopneumopatie di cui recentemente si riscontrano casi anche in soggetti senza esposizioni occupazionali pregresse.

La relazione infine prevede anche un’analisi dei rischi per fasce di età per definite cause di ricovero in modo da osservare possibili criticità associate ad una insorgenza precoce nella diagnosi.

Se la situazione del Covid lo permetterà non si esclude al termine del suddetto studio un incontro pubblico al fine di presentare i risultati ed eventuali ulteriori approfondimenti

La Presidente di AFEVA

Giuliana Busto