Martedì 29 settembre si è tenuto la Conferenza WHWB Saeed Awan 2026, appuntamento internazionale dedicato alla prevenzione dei rischi professionali e alla tutela della salute. L’edizione di quest’anno ha avuto come tema l’amianto, salute dei lavoratori e giustizia per le vittime, ed è stato dedicata alla memoria di Éric Jonckheere. L’incontro ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle associazioni delle vittime e attivisti impegnati nella prevenzione dell’amianto in diversi Paesi del mondo, tra cui l’Italia.

CENNI BIOGRAFICI SU ERIC JONCKHEERE
Éric e la sua famiglia hanno subito un livello di sofferenza inimmaginabile causata dall’amianto. La loro storia è iniziata in una piccola città industriale in Belgio, dove il padre di Éric era direttore di una fabbrica di cemento-amianto dell’Eternit. Una parte significativa dell’amianto utilizzato in quella fabbrica proveniva dal Canada. Alla fine, il padre, la madre e due dei fratelli di Éric sono morti di mesotelioma. Tragicamente, lo stesso Éric li ha raggiunti il 13 dicembre 2024 dopo una tenace lotta contro il cancro implacabile iniziata tre anni prima. Anche a uno dei fratelli ancora in vita di Éric è stato recentemente diagnosticato un mesotelioma. Éric aveva deciso anni fa che non si sarebbe dato pace finché non avesse contribuito a ottenere giustizia per le vittime dell’amianto e non avesse raggiunto un divieto globale dell’amianto. Ha dato un contributo straordinario a quella lotta. Era una figura carismatica, fuori dal comune, che conquistava le persone con il suo fascino e il suo umorismo tanto quanto con le statistiche e le argomentazioni politiche. Ha svolto un ruolo importantissimo nella fondazione e nella guida dell’ABEVA, l’associazione belga delle vittime dell’amianto, ha collaborato con il regista Danial Lambo alla realizzazione di un potente documentario sull’industria globale dell’amianto e ha scritto un libro sull’esperienza della sua famiglia con tale industria.
L’evento ha visto la partecipazione di Bruno Pesce, in rappresentanza per l’Italia e per l’Associazione dei Familiari e delle Vittime dell’Amianto (AFeVA) di Casale Monferrato. IN ALLEGATO IL SUO INTERVENTO:
«Grazie mille ad Alec e a tutte le collaborazioni per la realizzazione di questa doverosa e significativa iniziativa. Anch’io partecipo con una certa commozione, al ricordo del carissimo Erik, presidente dell’Associazione Belga delle Vittime Amianto – ABEVA-: grande compagno di lotta e persona con una umanità veramente bella ed intensa: l’amianto criminale lo ha portato via, continuando per troppi decenni a provocare vittime ed enormi stragi nel mondo, e continua ancora, a causa della supremazia del profitto sulla salute e sulla vita. Purtroppo, la tua famiglia Erik ne è vittima nel modo più drammatico ed atroce e dunque il nostro ricordo e cordoglio si estende ai tuoi genitori e ai tuoi fratelli. Così come il ricordo per Romana, la nostra presidente che ha subito una strage in famiglia a causa dell’amianto dell’Eternit.
L’amianto è ancora un problema molto grave nel mondo e anche in Italia, sono oltre 1800 le vittime di mesotelioma all’anno; asbestosi e tumori polmonari da amianto continuano a diminuire in quanto provocati da esposizioni massicce, quasi sempre professionali.
Purtroppo, la presenza di questo minerale, che è stato impiegato in mille usi, non è considerata una priorità (salvo lodevoli eccezioni) per la quale intervenire in modo efficacemente programmato ed adeguato alle risposte da dare. Risposte più che necessarie e doverose, ovviamente in primis la messa al bando dell’amianto nel mondo, ancora estratto ed utilizzato in gran parte del pianeta, nei Paesi più grandi e in quelli con regimi più o meno dittatoriali. Ci è giunta la buona notizia dal Brasile, dalla nostra Fernanda -la Pasionaria-, della decisione della Suprema Corte Federal, del “completamento”
(finalmente) della messa al bando dell’amianto nel più grande paese dell’America Latina: quindi avanti per l’affermazione della Giustizia- Bonifica- Ricerca sanitaria e cura.
In Italia, sulla Giustizia siamo ancora impegnati nel Penale (fatto ancora rarissimo nel Mondo), in significativi e partecipati maxi Processi Eternit, che però hanno messo in luce varie carenze importanti: – tempi lunghissimi (primo processo a Casale nel 1993 con mancata giustizia!); – deficit nell’aggiornamento normativo/procedurale;
– ritardi nell’organizzazione, rafforzamento e formazione della Magistratura nel suo complesso. Ad esempio, per ciò che riguarda la Prescrizione del Disastro Ambientale, oggi è ancora interpretabile in maniere opposte: molti anni fa il Disastro si consumava e si avvertiva in breve tempo, mentre con l’avvento della chimica, amianto, ecc. i disastri si consumano in molte decine d’anni, ma, vedi la nostra Cassazione nel 2014, si dichiara prescritto il Disastro Ambientale Doloso, mentre non ha ancora raggiunto il picco delle migliaia di morti provocate dallo stesso amianto criminale!!!
Altro esempio sul nesso di causalità dell’insorgenza e accelerazione del Mesotelioma, vedi esposizioni “Multi stadio” : speriamo vinca la scienza, cioè i molteplici studi internazionali che hanno confermato il “Rapporto dose-effetto”, altrimenti nei confronti di un’esposizione all’amianto suddivisa in due periodi, i relativi responsabili di tali gestioni … sarebbero entrambi innocenti!!! E buonanotte al Concorso di colpa!
Ora attendiamo “fiduciosi” l’esito della quarta sezione della Cassazione convocata per il 10 novembre prossimo, stavolta per l’attuale processo per Omicidio Colposo Plurimo Aggravato.
Per la Bonifica, abbiamo il nostro “Sito d’interesse Nazionale per le Bonifiche” (conquista importante dal 1998), che, (fatto unico) comprende i territori del Comune di Casale e di altri 47 piccoli comuni del Comprensorio, abbiamo perciò ottenuto, con le Istituzioni locali, molte decine di milioni di euro dallo Stato, con un buon avanzamento delle bonifiche, il dato migliore in Italia. Pertanto, credo che dobbiamo insistere per PROGRAMMARE il percorso per completare la bonifica e poter dichiarare il nostro Monferrato “Territorio deamiantizzato”.
In Italia le bonifiche vanno molto a rilento, non esistono concrete programmazioni al riguardo (salvo, anche qui, lodevoli eccezioni). Basti pensare che l’unica discarica PUBBLICA, per materiali contenenti amianto, è a Casale, a disposizione dei 48 comuni del Sito d’interesse Nazionale. Ve ne sono poche altre private (alcune chiuse per malaffare…) e dunque la maggior parte dei materiali contenenti amianto vengono trasportati e smaltiti all’estero!!! Oppure … in discariche abusive…
Sulla Ricerca e Cura, particolarmente del Mesotelioma, abbiamo ottenuto da oltre 10 anni (particolarmente per la nostra lunghissima mobilitazione e coinvolgimento delle Istituzioni sanitarie) la trasformazione della specifica sanità locale -Ospedali di Alessandria e Casale- in una Struttura Dipartimentale Interaziendale Mesotelioma, con l’acquisizione di personale dedicato alla Ricerca. Si tratterebbe, quindi, di ottenere il pieno riconoscimento nazionale di questa Struttura che rapidamente è diventata un Centro d’eccellenza.
Occorre generalizzare ed ottimizzare il sistema di “Totale presa in carico del paziente” a livello Nazionale =Cura e Assistenza, anche psicologica, dei pazienti e famigliari.
Si, c’è ancora molto lavoro da fare, anche in tuo nome caro Erik. L’amianto ha le sue Multinazionali dei disastri e delle stragi, noi abbiamo la nostra: La Multinazionale delle vittime. La nostra multinazionale per la lotta per la Giustizia».