Sentenza Processo Eternit, 7 giugno 2023

Di Giuliana Busto, Presidente di AFeVA

Ci consideriamo moderatamente soddisfatti pur con la consapevolezza che la lotta non è finita in quanto gli avvocati hanno già preannunciato il ricorso. Ma ieri, in aula, la parola “colpevole” ripetuta più volte, in un clima di emozionante tensione, ha dato finalmente un senso alla nostra lotta ed a queste 41 udienze vissute con momenti non sempre facili, specialmente quando abbiamo sentito considerazioni che smontavano le diagnosi di mesotelioma o che questa patologia, a Casale, veniva diagnosticata con troppa facilità. I 392 nomi delle vittime, pronunciati uno per uno, hanno fatto sì che gli occhi dei presenti, familiari e amici, si riempissero di lacrime nel ricordo di un volto, di un sorriso, un pezzo di vita. 392 non è solo un numero: sono persone, sogni, speranze…futuro interrotto

Leggi l’articolo di Cittadini Reattivi sulla sentenza di Mercoledì 7 giugno- Rosy Battaglia giornalista


Di Silvana Mossano

Condannato per omicidio colposo con l’aggravante della previsione, cioè con colpa

cosciente. Alle ore 18,45, dopo sette ore e un quarto di camera di consiglio, il presidente della Corte d’Assise di Novara, Gianfranco Pezone, a conclusione del processo di primo grado Eternit Bis, ha pronunciato la sentenza infliggendo 12 anni di reclusione all’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny. I giudici hanno riconosciuto e affermato la penale responsabilità dell’imputato per buona parte delle 392 vittime elencate nel capo di imputazione, ma riconoscendo un elemento psicologico diverso da quello con cui Schmidheiny era stato portato in giudizio: è stato, cioè, riqualificato il reato da omicidio volontario con dolo eventuale (contestato dalla procura) a omicidio colposo aggravato dalla colpa cosciente. Questa riformulazione del reato ha comportato, come automatica conseguenza, che una parte dei casi di morte presenti nel capo d’accusa risultino prescritti. I giudici hanno poi assolto l’imputato per un numero contenuto di vittime: nelle motivazioni della sentenza, che saranno depositate entro novanta giorni, se ne comprenderà la spiegazione, che potrebbe essere riconducibile a diagnosi incerte o a tempi di esposizione imprecisati. Ciò che, però, è importante è il principio sancito dal verdetto: cioè che un torto è stato commesso nei confronti della collettività casalese e che qualcuno lo ha compiuto. La Corte d’Assise di Novara ha decretato che questo qualcuno è Stephan Schmidheiny. La sua responsabilità riguarda sia gli ex lavoratori sia i cittadini vittime di esposizione ambientale. L’impianto accusatorio ha tenuto. E’ importante che abbia retto la tesi della procura secondo cui non conta soltanto la prima esposizione, ma hanno rilevanza anche le dosi aggiuntive ai fini di un’anticipazione della malattia e della morte. Il presidente Pezone ha impiegato 16 minuti esatti per leggere il verdetto, pronunciando i nomi a uno a uno: la sua voce spezzata dalla tensione e della stanchezza incideva il silenzio dell’aula affollata di magistrati, avvocati, famigliari, attivisti, giornalisti (con troupe italiane e straniere) e studenti. Tutti in piedi, per rispetto soprattutto a quei nomi che, in un’immaginaria sovrimpressione, sfilavano abbinati ad altrettanti volti e storie. La Corte ha altresì riconosciuto alle parti civili il diritto ai risarcimenti da perseguire in separate cause civili, ma ha già anche deciso di assegnare diverse provvisionali, tra cui 50 milioni al Comune di Casale, la stessa cifra che aveva richiesto l’avvocato Esther Gatti (era presente in aula con fascia tricolore il sindaco Federico Riboldi), 30 milioni alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e 500 mila euro all’associazioneAfeva (stesso importo richiesto dall’avvocato Laura D’Amico). Si tratta del primo grado di giudizio dell’Eternit Bis. Ci sarà certamente un processo d’appello, ma prima di impugnare le parti dovranno ovviamente leggere e capire le motivazioni. Una più approfondita riflessione in merito al significato e ai risvolti del verdetto (dopo 42 udienze, articolate tra il 9 giugno 2021 e il 7 giugno 2023) sarà pubblicata su questo sito (www.silmos.it) entro sabato 10 giugno.