26 maggio: Presidio a Roma

Martedì scorso, Nicola Pondrano a nome di AFeVA, è stato audito dalle commissioni parlamentari della Camera e del Senato, riguardo il Decreto legge Fincantieri. In allegato l’intervento completo:

“PRIMA QUESTIONE Il Sindaco di Casale Monferrato ha recentemente inviato una lettera al CSM chiedendo che l’organo di autogoverno della Magistratura valuti l’opportunità di eventuali approfondimenti in merito a quanto emerso nella puntata di Report del 4 gennaio scorso. Come risulta da uno scambio di mail rivelato dal programma televisivo di inchiesta, si ipotizzava una possibile ingerenza internazionale di Epstein. Barak e ex agenti del Mossad, che avrebbero provato ad influenzare l’esito di uno dei maxiprocessi più rilevanti degli ultimi 20 anni, relativo al disastro ambientale provocato da Eternit. Le OOSS e le maggiori Associazioni che hanno tutelato le vittime dell’amianto e si sono costituite nei 3 gradi di giudizio, in rappresentanza di 2272 deceduti e di circa 6000 parti lese costituite, di Casale Monferrato, Bagnoli (NA), Rubiera (RE) e Cavagnolo (TO), si uniscono a questa preoccupazione, memori di ciò che successe il 14 novembre 2014 con la sentenza di Cassazione, in cui ci fu il proscioglimento dell’imputato motivato dalla prescrizione. Siamo pertanto molto colpiti dalla coincidenza temporale con la quale questa inchiesta viene alla luce.  Essa infatti emerge proprio mentre è pendente in Cassazione l’ultimo giudizio sul nuovo processo Eternit/bis nel quale l’imputato è stato processato e condannato per omicidio colposo. Precisiamo che si tratta di 392 decessi a causa di mesotelioma riguardanti 330 cittadini inermi e 62 ex lavoratori.

SECONDA QUESTIONE Questa seconda questione prende spunto dai dato di cui parlavo poc’anzi, e cioè che 330 vittime ambientali sono decedute entro il mese di aprile del 2017. I PM nella requisitoria in Corte d’Assise a Torino nel 2025 hanno altresì evidenziato che dall’aprile 2017 al 2025 si sono ammalate di mesotelioma altre 400 persone che non fanno parte di nessuna fase processuale e di cui l’85% riguarda esclusivamente la popolazione casalese. Sono dati agghiaccianti soprattutto se associati alle conclusioni dell’VIll rapporto RENAM dalle quali risulta che siano circa 1800/anno i mesoteliomi in Italia. Di questi 1800 circa 1000 sono da addebitare a esposizioni ambientali, o professionali non riconosciute. Nel 2007 ci siamo battuti affinchè nascesse un Fondo per le Vittime dell’amianto che si articolasse su 2 versanti: un adeguamento risarcitorio più equo per le vittime professionali e una tutela giuridica ed economica per le vittime ambientali. Con la nascita della Legge 244/2007 queste aspirazioni naufragarono miseramente, riducendosi a una prestazione economica aggiuntiva ai professionali. La mancanza di risorse e una visione miope del Legislatore non colse l’importanza del riconoscimento di “vittime ambientali”. Solo 3 anni dopo, durante la mia Presidenza del Fondo Vittime dell’Amianto, venne licenziata dal Governo una prestazione una tantum” di E 5600, aumentata negli anni a Euro 15000. Voi capirete che, quando lo stato elargisce milioni di Euro a Società Partecipate Pubbliche che abbiano dovuto risarcire dipendenti colpiti da malattie asbesto-correlate, qualcosa esplode. Cosa dire quindi a quelle migliaia di vittime ambientali che in questi anni hanno dovuto fare i conti con un’autentica elemosina di Stato? Cosa dire a chi, a Casale Monferrato si ammala a 40-50 anni di mesotelioma, e come vittima ambientale, non ha diritto ad alcun sostegno continuativo che tuteli sè stesso e la propria famiglia, in questo percorso tutt’ora privo di cure efficaci e a prognosi sempre infausta?”

ARTICOLO del “Il Monferrato” venerdì 29 maggio 2026